GELA – Cicatrici ambientali e resistenze territoriali

Gela è un osservatorio urbano privilegiato per comprendere in che modo le politiche energetiche a livello nazionale si traducono in conflitti e impatti sul territorio. Petrolio e gas hanno radicalmente cambiato la storia della città e sebbene l’arrivo di Eni sia datato fine anni ‘50 ad oggi il ruolo che il cane a sei zampe ha in città è ancora centrale.

La giornata è organizzata da A Sud, il Laboratorio LabPEAT di Catania, il progetto Reverse – L’Antropocene capovolto, il dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Catania.

video di Andrea Giannone
drone: Enrico Cartia

ORTI, PIRRERE, CARCARE E MULINI – La Vallata Santa Domenica

Alla scoperta di Ragusa e del suo paesaggio culturale

Laboratorio della classe II D del Liceo Classico, Istituto d’Istruzione Superiore “G. B. Vico – Umberto I – R. Gagliardi” di Ragusa.
Docente: prof.ssa Carmela Leone.
Tutor videomaking: Andrea Giannone
Uno degli aspetti paesaggistici più caratteristici della città di Ragusa è rappresentato dalla Vallata Santa Domenica, oasi di verde sotto i tre ponti che per secoli è stata una risorsa fondamentale per l’economia della città.
Era zona agro-industriale: la presenza di sorgenti d’acqua consentiva la coltivazione degli orti ritagliati nei costoni nel corso dei secoli, ferveva l’attività nelle pirrere, nelle carcare e nei mulini ad acqua, nei lavatoi le donne lavavano i panni.
Le Latomie che caratterizzano la Vallata sono grotte realizzate intorno al ‘700 per l’estrazione della pietra bianca calcarea da costruzione utilizzata per la costruzione di Ragusa. L’estrazione veniva fatta con il metodo dei “pilastri abbandonati”; sono evidenti sulle pareti e sulle volte i segni dei picconi lasciati dai cavatori nei secoli. In alcune delle enormi latomie sono state costruite delle “carcare” che servivano alla produzione della calce, ottenuta per cottura di pietra calcarea frantumata, prodotto utilizzato non solo nell’edilizia ma anche come farmaco o come fertilizzante.
La “carcara” era un forno di forma cilindrica o troncoconica, riconducibile al tholos o al nuraghe sardo, fatto di pietra “viva”, cioè di calcare duro, quello cristallino.
Per quanto riguarda i mulini, nell’800 a Ragusa si contavano 80 mulini ad acqua nove dei quali erano nella Vallata Santa Domenica.
I mulini venivano costruiti dagli stessi mugnai con l’ausilio dei mastri d’ascia per i componenti in legno, dei “firrara” per il ferro e dei “ntaghiaturi” per la realizzazione degli elementi in pietra. Il mulino siciliano era caratterizzato da una ruota idraulica a pale disposte orizzontalmente. Ogni mulino era composto da due vani sovrapposti:
– uno sottostante, dove era collocata la ruota motrice ed era chiamato “camera dell’acqua”; aveva un’altezza che spesso non superava il metro e mezzo ed era accessibile dall’esterno;
– l’altro sovrastante, dove era collocata la struttura molitoria e le apparecchiature necessarie al funzionamento; era chiamato “camera della macina” e vi si svolgevano le operazioni principali.
I mugnai stessi provvedevano poi alla manutenzione.
Nelle pareti del percorso che conduce a Ragusa Ibla, sono ancora presenti i segni degli insediamenti preistorici: le tombe a grotticella, necropoli del VII secolo a.C., messaggio indelebile nel tempo e testimonianza delle prime civiltà che vissero la Ragusa antica.

LA TOMBA DEI “PICIALUORI” – Cimitero di Ragusa superiore

Alla scoperta di Ragusa e del suo paesaggio culturale

Laboratorio della classe: IV A LES – I.I.S.”G.B.Vico -Umberto I – R.Gagliardi” Ragusa

Prof.sse Maria Cicero e Maria Tumino
Tutor videomaking: Andrea Giannone
Nel cimitero di Ragusa superiore il monumento eretto presso la Tomba dei “picialuori”, i minatori impegnati nell’estrazione della pece, è in stato d’abbandono. Eppure il suo valore simbolico è molto alto: quel monumento e quella tomba collettiva potrebbero essere riconosciuti come un “luogo della memoria” per non dimenticare una parte così rilevante della storia economica e sociale della comunità ragusana.
L’attività di estrazione della pece nel ragusano ha avuto inizio nel corso dell’800; è datata invece 8 febbraio 1902 la richiesta al Comune di Ragusa da parte di L.Bisani, Presidente della Società di Mutuo Soccorso United Limmer (legata alla United Limmer & Co. concessionaria per l’estrazione della pietra pece) di uno spazio cimiteriale dove poter erigere una tomba per i “picialuori”, ovvero i soci della Società di M.S: Limmer. Pochi giorni dopo, il 10 Marzo, il Comune deliberò per l’accoglimento della richiesta e fu così assegnato un terreno del cimitero di Ragusa superiore nell’area denominata “Collinetta”. Qui fu eretto il complesso monumentario con la tomba comune e l’ossario. Al centro dell’area tombale, su un piedistallo, si erge una colonna in pietra pece sormontata da una statua in terracotta raffigurante un minatore con piccone, incudine e vari attrezzi da lavoro.
Nel corso della prima fase di ricerca, condotta presso l’Archivio di Stato, gli studenti hanno avuto modo di consultare documenti di epoca diversa riguardanti l’attività estrattiva della pece, le condizioni lavorative dei minatori, la storia delle lotte sindacali. Il sig. Gianni Iurato, un appassionato cultore di storia locale la cui famiglia d’origine faceva parte dell’ampia comunità dei “picialuori”, ha condiviso con gli studenti informazioni, esperienze e racconti tramandati. Vincenzo Cascone, direttore artistico di Festiwall e fondatore dell’Ass. Culturale Pandora, ha spiegato come il murales dell’artista Ligama, realizzato per Bitume Platform nel 2020, presso l’ex fabbrica Ancione, abbia preso ispirazione dalla statua del Picialuoro – oggi sorretta da tubi innocenti – dandone una nuova lettura.

Isabella Ducrot: Il Miracoloso – San Giuseppe delle Scalze, Napoli


Concert by Igor Caiazza, Salvatore Lombardo, Luca Improta and Cristiana Tortora on the occasion of the opening of Isabella Ducrot’s solo exhibition ‘Il Miracoloso’, at San Giuseppe delle Scalze, Naples on December 4, 2021.

A film by Domenico Catano
camera: Domenico Catano, Andrea Giannone

Francesco Vezzoli in Florence | Shortcuts


A cura di Cristiana Perrella e Sergio Risaliti
Piazza della Signoria e Palazzo vecchio
Firenze
02.10.2021 – 28.02.2022

Con due nuove sculture in Piazza della Signoria e a Palazzo Vecchio, dal 2 ottobre 2021 Francesco Vezzoli sarà protagonista di Francesco Vezzoli in Florence, a cura di Cristiana Perrella e Sergio Risaliti. Il progetto – presentato dal Museo Novecento di Firenze e dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, realizzato con il patrocinio del Comune di Firenze e l’organizzazione di Mus.e – metterà in dialogo arte contemporanea e patrimonio storico artistico della città.

un video di Alessandra Galletta
riprese Andrea Giannone Francesco Masi

Francesco Vezzoli in Florence


A cura di Cristiana Perrella e Sergio Risaliti
Piazza della Signoria e Palazzo Vecchio
Firenze
02.10.2021 – 28.02.2022
Con due nuove sculture in Piazza della Signoria e a Palazzo Vecchio, dal 2 ottobre 2021 Francesco Vezzoli sarà protagonista di Francesco Vezzoli in Florence, a cura di Cristiana Perrella e Sergio Risaliti. Il progetto – presentato dal Museo Novecento di Firenze e dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, realizzato con il patrocinio del Comune di Firenze e l’organizzazione di Mus.e – metterà in dialogo arte contemporanea e patrimonio storico artistico della città.

un video di Alessandra Galletta
riprese Andrea Giannone Francesco Masi

STATUE BRONZEE A MODICA – Museo Civico F. L. Belgiorno

Tornano a casa i preziosi frammenti di un cavallo in bronzo risalenti al periodo ellenistico. Dal 18 giugno sono esposti al Museo Civico di Modica in una mostra multimediale che segna l’inizio delle nuove attività espositive del museo.

La mostra STATUE BRONZEE A MODICA:
Video di Andrea Giannone, Gaetano Trovato
Voce narrante di Marta Lunetta
Prodotto dal Comune di Modica
A cura dell’Associazione culturale Herakles

Hitnes al Museo di anatomia comparata

Una video narrazione per entrare nel Museo di Anatomia Comparata “Giovanni Battista Grassi” accompagnati dall’etologo Enrico Alleva e dallo street artist Hitnes: esperienze professionali che si fondono a ricordi personali tra visioni al microscopio, uccelli e balene.
Perché spesso i grandi naturalisti sono stati grandi disegnatori.

Video realizzato da Domenico Catano e Andrea Giannone.

“Scegli il Contemporaneo – Tutte le immagini del mondo” è promosso da Roma Culture, è vincitore dell’Avviso Pubblico 2020-2021-2022 curato dal Dipartimento Attività Culturali.

Cesare Pietroiusti al Museo della Mente

Il Museo Laboratorio della Mente è un museo che narra.
Il museo racconta non solo le storie di un passato che oggi non esiste più, ma crea narrazioni per un futuro che si costruirà nella mente del visitatore.
L’artista Cesare Pietroiusti ci conduce alla scoperta del Museo Laboratorio della Mente attraverso un racconto del suo vissuto personale e le sue riflessioni.
Un video racconto per pensare il Museo come luogo della conservazione della memoria, luogo di storie di vita quotidiana personale e collettiva con il contributo dell’artista Emilio Fantin e del direttore Pompeo Martelli.
Video realizzato da Domenico Catano e Andrea Giannone.

“Scegli il Contemporaneo – Tutte le immagini del mondo” è promosso da Roma Culture, è vincitore dell’Avviso Pubblico 2020-2021-2022 curato dal Dipartimento Attività Culturali.

Nunzio a Palazzo Barberini


A percorrere le sale di Palazzo Barberini è l’artista scultore Nunzio che – per la natura della sua ricerca, volta a indagare le potenzialità della materia e le sue possibilità di trasformazione in relazione allo spazio – è stato definito dalla critica d’arte Lea Vergine “una creatura eraclitea che insegue il mutamento delle cose e del mondo”.
Un racconto personale intorno a quelle opere che hanno maggiormente influenzato l’artista, un pensiero, una visione che Nunzio per “Scegli il Contemporaneo – Tutte le immagini del mondo” condivide con il pubblico in una passeggiata ideale tra le opere di Bernini, Borromini, Raffaello e altri capolavori delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini.
Il progetto, promosso da Roma Culture, è vincitore dell’Avviso Pubblico 2020-2021-2022 curato dal Dipartimento Attività Culturali.

Video realizzato da Domenico Catano e Andrea Giannone.

ANNI VINTI – trailer


ANNI VINTI – Il Biennio Rosso negli Iblei
Un documentario di ANDREA GIANNONE

voce narrante MARTA LUNETTA e ANDREA TIDONA
con FEDERICO BERTOLANI – SEBASTIANO BURGARETTA – SILVIO CASSARINO – GIOVANNI CRISCIONE – GIUSEPPE CULTRERA – WALTER GALBUSERA – PIPPO GURRIERI – ROSARIO MANGIAMELI – GIUSEPPE MICCICHÈ – FRANCESCA SCHIRÒ – CONCETTA VERNUCCIO
e con ENZO RUTA

1918: finisce la Prima Guerra Mondiale. I combattenti tornano alle loro case.
Carestia, bassi salari e disoccupazione provocano tumulti in ogni angolo d’Italia. Nella Sicilia Orientale, il Partito Socialista prova a organizzare la disperata lotta di decine di migliaia di braccianti analfabeti e poverissimi, creando cooperative e sindacati, nel tentativo di ottenere condizioni di lavoro più dignitose. Nel 1920 i socialisti conquistano per la prima volta la quasi totalità dei municipi dell’allora provincia di Siracusa. L’avanzare del movimento bracciantile e le politiche progressiste delle amministrazioni socialiste colpiscono quei “massari” che avevano fatto fortuna durante la guerra. In pochi mesi, nobili e massari assoldano squadracce di mercenari e fascisti che con la violenza costringono tutte le amministrazioni socialiste alle dimissioni. L’anni vinti, “gli anni venti” in italiano, in questa parte della Sicilia si aprono con l’uccisione di 21 lavoratori e un centinaio di feriti provocati dallo squadrismo fascista.